Bando ai moralismi sul deficit

La situazione greca è tornata nei radar degli investitori e per questo ieri i principali listini europei hanno chiuso in rosso. La tensione è dovuta all’avvicinarsi della scadenza di giovedì, quando i creditori privati di Atene dovranno pronunciarsi sul piano di swap da 200 miliardi di bond greci, e al timore residuo che non venga raggiunta una soglia soddisfacente di consensi.
6 AGO 20
Immagine di Bando ai moralismi sul deficit
La situazione greca è tornata nei radar degli investitori e per questo ieri i principali listini europei hanno chiuso in rosso. La tensione è dovuta all’avvicinarsi della scadenza di giovedì, quando i creditori privati di Atene dovranno pronunciarsi sul piano di swap da 200 miliardi di bond greci, e al timore residuo che non venga raggiunta una soglia soddisfacente di consensi. Ma in generale sono i fondamentali dell’Eurozona a non consentire eccessi di ottimismo: il pil è aumentato solo dell’1,4 per cento nel 2011, ma nel quarto trimestre dello scorso anno aveva già iniziato a scendere (meno 0,3). A maggior ragione diventa fondamentale capire cosa sta avvenendo in Spagna, visto che il premier conservatore Mariano Rajoy ha appena detto di voler sforare l’obiettivo di riduzione del deficit del 2012, concordato dal precedente governo.

D’altronde una manovra fiscale troppo aspra, facendo crollare l’occupazione e il pil, già decisamente depressi, potrebbe far entrare il paese in un circolo vizioso. Si levano però critiche di natura “moralistico-letteraria” alla volta di Rajoy, basate sulla tesi che la politica espansiva della Bce, riducendo gli spread sui bonos, starebbe già inducendo l’esecutivo spagnolo a una condotta meno responsabile. In realtà Rajoy ha confermato l’obiettivo di risanamento del 2013 (rapporto deficit-pil al 3 per cento), e ha proposto semplicemente una stretta meno dura nel 2012 per raggiungere quel traguardo. Il tempo che Mario Draghi ha concesso al Continente va usato d’altronde per approvare riforme serie e rilanciare la competitività, non per tornare a “punire” chi “pecca” con qualche decimale di deficit in più.